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TERREMOTO
IN ABBRUZZO:
UNA TRAGICA
NUOVA PAGINA DI STORIA ITALIANA
RACCOLTA IMMAGINI DAL 6 AL 10 APRILE
(VIDEO)
Roma, 10 apr. (Redazione LaWebTv)
Grazie allo
strumento televisivo tutti abbiamo partecipato al dolore visto e
raccontato. Ma non è certamente la stessa cosa che viverlo sul
posto, per noi abituati ad uscire fuori dalla porta di casa e
vedere il quartiere ordinato, nella comune routine della città.
Trovarsi li è vedere solo gente che vaga smarrita, confusa,
addolorata, tra macerie, cumuli di pietre, case completamente
rase al suolo o semi sventrate è soffocante, deprimente.
Arredamenti a vista con le mura squarciate dalla violenza del
sisma, un demonio invisibile contro cui nessuno poteva far nulla
se non sprofondare in fondo all'inferno buio, nel silenzio della
morte improvvisa o nei gridi di aiuto in una manciata di
secondi. Una settimana di vera passione umana, una
settimana terribile per tutti, per chi ha subìto in prima
persona, per la fatica dei soccorsi, per l'Italia e il mondo che
Vi hanno assistito. Non si può dire non si è mai vista una cosa
del genere, forse oggi la comunicazione consente di vivere le
cose ed essere aggiornati in tempo reale come se si fosse sul
posto. Forse questo è il pregio della comunicazione che a
volte ci viene facile criticare, ma non è un mestiere facile
perché bisogna sempre tener conto del rispetto dei diritti
umani. Pensiamo però a cosa ora può essere la vita davanti
ai racconti strazianti di chi ha perso un'intera famiglia e
magari qualcuno non si è salvato come il bimbo che è voluto
rimanere a dormire dalla nonna per proteggerla o di chi proprio
quella sera decise di rimandare una partenza per godersi un'ora
in più con un familiare.
Verrebbe voglia di
cercare una colpa e di riavvolgere il nastro per cambiare i
destini e avere ancora vicino le persone che più si amavano e
ancora si amano. ma purtroppo non ci saranno più e mancheranno
nel cuore più di una qualunque altra perdita, perché il ricordo
di ogni epilogo diverrà incancellabile. |

La prima
battezzata dopo il sisma è Giada
simbolo di nuova
vita, di rinascita e di speranza
Ricostruire è
nulla in confronto a ciò che di umano a qualcuno mancherà come
fosse una mancanza imperdonabile. Si deve trovare la forza, una
forza che solo Dio può dare. Ora la gente si
troverà priva delle sue normali abitudini, dovrà vivere per
lungo tempo in una tendopoli, attendere il suo turno per
qualunque necessità, come se fosse passato un bombardamento
aereo, come se ci fosse stata una sanguinosa guerra di un nemico
sconosciuto, venuto da un altro pianeta. I primi giorni si è
ancora confusi, si farà tutto in modo meccanico, dettato da
un'organizzazione, ma non mancherà la
sensazione di disagio senza la possibilità di momento personale,
senza poter fare una passeggiata per la strada. Dove? Dove
andare se non a rivedere ciò che resta della propria casa, con
il desiderio come un delirio di poterci entrare ma non poterlo
più fare.
Ecco allora quanto
è importante tutto quello che abbiamo, non tanto per le cose che
sì costituiscono il benessere delle nostre abitudini, quanto per
i momenti più intimi da passare con le persone più care. |