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MUSEO DEL PRECINEMA -
COLLEZIONE MINICI ZOTTI
oggetti originali dei
metodi di proiezione prima dell'avvento del Cinema
Il MUSEO del PRECINEMA di Padova rappresenta un unicum nel
panorama dei musei non solo italiani, quasi una
Wunderkammer (museo delle meraviglie); istituito nel 1998
in collaborazione tra il Comune di Padova e la Collezione
Minici Zotti, grazie a un interessante progetto tra
pubblico e privato.
Per individuare e capire meccanismi e percorsi che hanno
portato alla nascita e diffusione, sul piano mondiale, di
una nuova “specie umana”, quella dell’uomo visionario,
partendo dall’invenzione dei Fratelli Lumière è necessario
procedere a ritroso lungo un arco di vari secoli, cercando
di mantenere al centro del fuoco dell’osservazione sia la
storia delle macchine della visione – già in parte
conosciuta ed esplorata – quanto quella, più vasta e dai
confini incerti, della visione popolare e delle forme di
spettacolo ottico che, nel corso dei secoli, hanno
condotto all’invenzione del Cinema.
Il quattrocentesco Palazzo Angeli , in Prato della Valle
nel centro storico della città, costituisce la sede più
appropriata per custodire ed esporre tali strumenti e
vetri da proiezione, dipinti a mano originali del ‘700 e
del ‘800. Si possono ammirare vedute ottiche , il “mondio
niovo”, una raccolta di giochi ottici che per tutto
l’Ottocento e particolarmente in età vittoriana,
testimoniano in maniera multiforme l’esigenza di uscire
dall’impasse dell’immagine fissa e unidimensionale.
Accanto a semplici congegni a carattere giocoso come i
taumatropi, o le anamorfosi appaiono strumenti più
ingegnosi come il fenachistoscopio, il praxinoscopio e lo
zootropio .
Una sezione è dedicata alla FOTOGRAFIA dove è possibile
osservare le immagini inserite nel megaletoscopio
privilegiato di Carlo Ponti del 1864 ; un’altra sezione
alla STEREOSCOPIA con stereoscopi d’epoca portatili o a
colonna corredati di immagini fotografiche che appaiono
tridimensionali. A questo proposito nel Museo, è
installato un panorama in anaglipho a 360° che rappresenta
il Prato della Valle in 3D.
“Fiore all’occhiello” di questo museo sono le lanterne
magiche che hanno documentato, con le loro proiezioni,
l’affascinante viaggio dell’immagine dal Settecento alla
nascita del Cinema. Tra i pezzi più pregiati, oltre alle
lanterne singole, le Fantasmagoria lanterns, la lanterna
doppia di W. Tyler , la lanterna tripla di J. H. Steward ,
in mogano con obiettivi in ottone databili attorno al 1880
ca.; la lanterna scientifica della P. Harris & Co, la
lanterna “The Pettibone” di produzione americana, antiche
lanterne appaiate e per finire la lanterna – cinema di
Walter Gibbons. Una bacheca è riservata alle
LANTERNINE GIOCATTOLO in latta verniciata con decorazioni
a sbalzo di Lapierre, Plank o Müller, oltre alle
coloratissime lanterne salon di produzione francese.
Accanto agli apparecchi da proiezione la Collezione
raccoglie migliaia di vetri databili tra la metà del XVIII°
(138) e gli inizi del XX° secolo. Sono per la maggior
parte dipinti a mano, oppure incisioni riportate su vetro
o fotografie colorate a mano, con i quali si ottengono
divertenti animazioni.Vi sono, per esempio, i cromatropi,
il famoso coreutoscopio e le dissolvenze.
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