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SANREMO 2010:  RITMI DI MUSICA POPOLARE A SANREMO

Nino D'angelo, Maria Nazionale e Le Voci del Sud di Ambrogio Sparagna

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SANREMO 2010  -  18 febbraio 2010

MUSICA

AMBROGIO SPARAGNA OSPITE  DI NINO D'ANGELO  A SANREMO 2010

Il tocco di organetto del direttore dell'Orchestra di Musica Popolare Italiana nella canzone portata da Nino D'angelo e Maria Nazionale a Sanremo

 

(Roma, 19 Feb 2009) - Il Maestro e Direttore dell'Orchestra Popolare Italiana del Parco della Musica di Roma, noto etnomusicologo,  ha accettato la proposta fatta da Nino D'angelo di partecipare nella serata con gli ospiti all'interpretazione della canzone "Jammo jà", portata alla 60° edizione del Festival di Sanremo dal cantante partenopeo insieme a Maria Nazionale.

 

La canzone è un bel pezzo valido in tutta la sua veste artistica come testo musica e interpretazione che è invece stato bocciato dalla Giuria.  Canta i problemi comuni  - "andiamo a guadagnarci il pane" dice -  al popolo partenopeo e non solo, anche al resto del Sud e potremmo dire ora a tutta l'Italia, considerando questo momento di crisi nel settore occupazionale e imprenditoriale nazionale.  Come spesso è accaduto esistono canzoni eliminate che hanno poi riscosso successo al pari di quelle che vincono: "Jammo Jà" potrebbe essere una di queste.

 

Con la presenza di Ambrogio Sparagna e le Voci del Sud, la canzone si è arricchita di sonorità e di immagine tipica della musica popolare.  Sparagna ha portato con se oltre l'organetto, immancabile compagno di avventure musicali, le migliori voci del Sud: Alessia Tondo (PUGLIA), Mario Incudine (SICILIA), Raffaello Simeoni (LAZIO), Danilo Montenegro (CALABRIA), Francesco Triunfo (BASILICATA), Ambra Pintore, (SARDEGNA).

 

E' sempre emozionante per gli appassionati del genere musicale vedere performance così coinvolgenti, caratterizzate dalla presenza di Sparagna, beniamino del suo pubblico e amico di LaWebTv.com che lo segue spesso all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

 

Le parole di Ambrogio Sparagna in proposito rilevate in un blog della rete:

L’idea me l’ha accennata Nino per telefono e mi ha trovato subito entusiasta: tradurre il testo del suo brano Jammo Ja, che canta insieme a Maria Nazionale, nel maggior numero di linguaggi popolari, cantarla insomma in una serie di lingue regionali del sud Italia. L’incontro è avvenuto pochi giorni dopo, in tutta semplicità, come sempre è successo tra di noi nel corso dei tanti anni di conoscenza e reciproca stima. Mi ha fatto sentire la canzone. Parla di un Sud che vuole vivere con dignità le proprie contraddizioni. Un pezzo magnifico, pieno di sincerità e di speranza, una grande canzone di Nino D’Angelo. E’ in quella circostanza che ci siamo detti che declinare il testo nelle varie lingue regionali avrebbe nobilitato il messaggio da trasmettere al pubblico. Credo che mi abbia cercato proprio in virtù della mia esperienza, delle mie ricerche e della mia pratica musicale della tradizione popolare italiana. Su questa base così ricca, direi inesauribile, ho costruito nel corso dei decenni tanti percorsi culturali che sono confluiti nella grande Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, che ho fondato tre anni fa. Saranno proprio i cantori dell’Orchestra, scelti uno per ogni diversa regione, a eseguire nelle svariate lingue il pezzo di Nino. Quindi avremo Alessia Tondo, la più giovane interprete salentina della taranta, Mario Incudine, vincitore del Festival della canzone siciliana del 2009, Raffaello Simeoni, affermato testimone del dialetto laziale-abruzzese, Danilo Montenegro, erede della tradizione dei cantastorie calabresi, Francesco Triunfo, cantore della Basilicata, Ambra Pintore, splendida scoperta dalla Sardegna. Direi che il significato dell’operazione è semplice e allo stesso tempo alto e prezioso. Restituire alla grande tradizione popolare il ruolo di custode della memoria, di riscoperta delle radici, ma anche di riserva aurea della contemporaneità. La musica che abbiamo nelle vene echeggia sempre nelle grandi composizioni. Avviene con i classici della lirica così come con i ritornelli del festival di Sanremo. La bravura sta nell’arricchimento, non nel tradimento o nella scopiazzatura. Nel nostro piccolo pensiamo di aver realizzato un piccolo sogno innovativo. Una canzone che nasce dal popolo e ritorna al popolo.”

Claudio Pochiero Redazione LaWebTv

 

 

 

 

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