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Roma,

Fondazione Musica x Roma:  BIENNIAL FLUXUS

 

al Parco della Musica di Roma - Fluxus II :  dal 7 apr al 14 mag 2010

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Mostra dedicata a George Brecht

 dal 7 al 17 apr 2010  -  ingresso libero

accompagnata da un catalogo con testo critico di Cecilia Casorati

e con la ristampa di un'intervista del 1965 di Ben Vautier a George Brecht.

Il Catalogo è a cura di Produzioni NERO

 

 

 

Ben Patterson and Yam Day Memorial concert

di Ben Patterson   il 7 aprile 2010 - € 10.00

 

 

After Fluxus Concert   il 17 aprile 2010 - € 2.00

 

 

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AUDITORIUM  -  Parco della Musica

Biennial Fluxus   2010 - 2011

ARTE  MOSTRE  e  PERFORMANCE

FLUXUS BIENNAL:   FLUXUS II  DEDICATO A  GEORGE BRECHT

UN PROGRAMMA BIENNALE DI MOSTRE E PERFORMANCE DEDICATO AL MOVIMENTO FLUXUS

A CURA DI ACHIELLE BONITO OLIVA

 

(Roma, 10 apr 2010) - Dopo la mostra di George Maciunas, con cui si è inaugurato Fluxus Biennial, la rassegna prosegue dal 7 aprile al 14 maggio 2010 con l’esposizione dedicata a George Brecht.  Brecht è uno dei più significativi esponenti del gruppo Fluxus, attivo fin dal suo inizio nel 1962 e inventore del termine “Event”, una tecnica performativa usata da tutti i componenti del gruppo e divenuta in seguito caratteristica imprescindibile della ricerca di Fluxus. Negli “Event”, azioni quotidiane che coinvolgono ogni sfera del sensibile (visiva, uditiva, tattile, motoria) vengono isolate come singole performance, assumendo occasionalmente il carattere di situazioni immaginarie o impossibili. Tra le opere in mostra Water Yam (1963), considerata una pietra miliare di Fluxus: una semplice scatoletta di cartone con centinaia di piccoli bigliettini recanti le indicazioni di Brecht per eseguire gli “Event”, una serie di partiture legate a gesti minimali o atti basici del semplice vivere quotidiano. Tutte le opere presenti giocano sul paradosso di oggetti d’uso comune che mantengono la loro caratteristica di banalità e quotidianità. Persino quelle tridimensionali sono Event che si sviluppano sotto gli occhi dello spettatore, come una pianta di azalea poggiata su una sedia che cresce impercettibilmente giorno per giorno (Chair with plant, 1967), o come un improbabile e ironico ritratto femminile fatto da oggetti d’uso comunissimo come una scala a pioli, uno spazzolone e un cobra (Lola, 1975).

 

George Brecht nacque nel 1926 a New York e si laureò in farmacia a Philadelphia lavorando in seguito per alcuni anni come chimico ricercatore per diverse compagnie farmaceutiche. A New York nel 1958-1959 prese parte al corso di composizione musicale di John Cage alla New School for Social Research dove venne a contatto con i metodi compositivi basati sull’aleatorietà  del caso, su cui si basò in modo imprescindibile per la messa a punto della propria ricerca creativa.  Con Robert Watts organizzò nel 1963 lo Yam Festival, una delle prime occasioni di uscita pubblica del gruppo Fluxus, già da allora guidato da George Maciunas.

 

Fluxus fu un collettivo di artisti internazionali che trovarono in Maciunas un infaticabile punto di riferimento teorico e organizzativo, capace di riunire e mettere in dialogo artisti provenienti dagli Stati Uniti, dall’Europa e dall’Estremo Oriente. Fluxus viene talvolta erroneamente considerato come un movimento artistico, mentre le centinaia di iniziative e di progetti sostenuti da Maciunas si estesero ben oltre quell’ambito, fino a comprendere una sfera di influenza che si allargò all’investigazione socio-culturale e politica, col fine di promuovere un possibile mondo migliore e una più complessa consapevolezza dell’individuo. Maciunas è ad esempio considerato il “padre di Soho”, in quanto fu il primo a stabilire e fondare  in quel quartiere di New York le prime cooperative di artisti, dando loro la possibilità di poter vivere e lavorare in spazi idonei e economicamente vantaggiosi. La mostra sarà accompagnata da un catalogo edito da Nero con un testo critico di Manuela Gandini.

 

 

In occasione della mostra le serate di perfomance sono:

 

7 aprile 2010  Ben Patterson:  in occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Brecht Ben Patterson, uno dei più colti e ironici protagonisti di Fluxus, propone un programma di performance realizzate appositamente per l’Auditorium con un tributo a George Brecht. Nella prima parte della serata eseguirà tre sue composizioni: A simple Opera, 370 Flies e Paper Piece. Nella seconda parte, accompagnato da alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in omaggio allo Yam Festival organizzato da Brecht insieme a Robert Watts nel 1963, Ben Patterson proporrà lo Yam Day Memorial Concert in cui eseguirà alcune delle memorabili composizioni di entrambi gli artisti, tra cui la famosa Drip Music del 1959.

 

17 aprile 2010  After Fluxus:  secondo appuntamento con il ciclo di performance di artisti contemporanei “After Fluxus”. Alle ore 21 Zimmerfrei plays Walter Marchetti. Song for John Cage degli ZimmerFrei. Walter Marchetti è stato uno dei protagonisti della scena della Neoavanguardia musicale, sin dagli anni ‘50, fondatore assieme a Juan Hidalgo del gruppo Zaj, costola europea di Fluxus. In Song For John Cage ogni parola è legata all’altra dal senso ma separata dal tempo; nella versione degli ZimmerFrei, il tempo che intercorre fra una particella e l’altra si trasforma in sostanza discreta: sola luce, puro suono, gravità, brevi immagini e accadimenti singolari. Il gruppo di artisti presenterà una sua versione di Song for John Cage, una poesia sonora di Walter Marchetti, registrata nel 1984 e pubblicata nel disco “Per La Sete Dell’Orecchio” dalla Cramps Records. A seguire il poeta-artista visivo svedese Karl Holmqvist e il musicista Stefan Tcherepnin presenteranno in prima assoluta Big Head, un nuovo progetto per parola parlata e registrazioni sonore. “Immaginiamo un mix diretto di campioni sonori, registrazioni e parlato - spiegano gli artisti - diverse voci come ciascuno può sentire nella propria testa, evocare nella memoria o un sogno mescolato ai rumori del traffico e al ritmo, forse il richiamo di un uccello. Il suono ha la qualità straordinaria di mantenere viva l’attenzione nel momento, mentre le frasi ripetute e i frammenti che provengono da qualche altra parte creano una sorta di slittamento tra allora e ora. Qui e là. Dentro e fuori. Ciò che si crea alla fine è forse un’opportunità per il pubblico, gli interpreti e lo spazio che occupano di funzionare come un’unica grande mente, registrando il momento che condividono. 

 


Il progetto continuerà nel prossimo autunno con la mostra dedicata a Wolf Vostell.

Nel 2011 sarà la volta di Nam June Paik, Giuseppe Chiari e Robert Filliou.

Le numerose performance previste in programma saranno abbinate alle varie esposizioni.
 

 Ufficio Stampa Musica per Roma

 

 

 

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