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Dal 5 al 30 gen 2011 - TUTTA
COLPA DI FACEBOOK
tratta dal libro di Marco Liorni
"Facebook. Tutti nel vortice"
con Maxi Gigliucci, Mimmo
Ruggiero, Cecilia Taddei e Francesca Papale
regia
di David Fiandanese, adattamento di Marco Liorni &
Giorgio Amato
Musiche scelte da
David Fiandanese
(Roma, 22 gen 2011) -
Una commedia esilarante
ricca di colpi di scena sugli stati di ansia da social,
sugli attacchi di panico che può provocare, sull'essere e
sull'apparire, sul gioco di maschere e di avatar che ha
coinvolto milioni di persone. E’ di pochi giorni fa la
pubblicazione dei risultati di uno studio della
Bournemouth University che hanno dimostrato come Facebook
dia dipendenza: la lontananza dal social anche solo per 24
ore porta molte persone a soffrire di ansia, a trovare
fastidioso tutto - persino i suoni della natura - e a
volere solo tornare a impossessarsi del computer per
connettersi.
Liorni, insieme a
Giorgio Amato, autore e sceneggiatore teatrale e
cinematografico, ha voluto raccontare in chiave ironica il
nuovo modo di concepire i rapporti sociali che oggi
viaggiano sulla rete.
NOTE AUTORI
Tutta colpa di Facebook è
una commedia che racconta l’invadenza e la
destabilizzazione che può avere un social network nella
vita di un individuo, specie quando questi è inconsapevole
delle conseguenze dirette e indirette che possono esserci
sulla propria privacy. Ispirato al libro “Facebook.
Tutti nel vortice” (Armando Curcio Editore)
scritto da Marco Liorni, che racconta un episodio di vita
realmente accaduto, il testo riprende il tema di come le
relazioni sociali, amicali e amorose abbiano avuto una
radicale trasformazione grazie – o per colpa – dei social
network e di Facebook in particolare. Internet diventa la
piazza virtuale dove milioni di individui si incontrano,
chiacchierano, scambiano foto, idee, pensieri, stati
d’animo, e anche si innamorano, divenendo un surrogato
fittizio di quelle che un tempo erano le abitudini sociali
degli esseri umani. La tendenza alla quale si assiste è
quella di vedere le piazze che si svuotano ed i social
network che s’ingolfano. Ed è su questa tematica che si
sviluppa la narrazione.
Giorgio Amato & Marco
Liorni.
Ufficio
Stampa : Giovanna Astolfi
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