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FESTIVAL DELLE SCIENZE 2012 :
"IL TEMPO"
dal 19 al 22
gennaio 2012 all'Auditorium Parco della Musica di Roma
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Il tempo è ciò che accade quando
non accade nient'altro.
Richard Feynman
Roma, 29 Gen 2012
- Si è chiusa domenica 22 gennaio, all’Auditorium Parco
della Musica la settima edizione del Festival delle
Scienze, inaugurata giovedì 19 gennaio, che ha
registrato in quattro giorni 21.000 presenze.
Prodotto dalla Fondazione
Musica per Roma in collaborazione con Codice. Idee per
la Cultura, il Festival ha proposto lezioni
magistrali, incontri, dibattiti, aperitivi scientifici,
eventi per le scuole, mostre e spettacoli con i grandi
nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale.
Il tema di questa edizione uno dei più misteriosi e
affascinanti della cultura di ogni epoca e latitudine: Il
Tempo.
Grande successo (2000
spettatori) ha riscosso la no stop Vexations 24 ore di
musica perpetua di Erik Satie, in corso dalle 18 di
sabato 21 fino alle 18 di domenica 22 gennaio nello Spazio
Risonanze, eseguita da un centinaio di pianisti.
In programma da giovedì
19 a domenica 22 gennaio 2012 all’Auditorium Parco della
Musica di Roma, il Festival è stato un “viaggio” in
compagnia di scienziati, ma anche di filosofi, storici e
scrittori, che hanno indagato il significato profondo di
questa quarta dimensione che trascende quello che possiamo
vedere e toccare.
Ad inaugurare il Festival,
giovedì 19 gennaio alle 19 in Sala Petrassi,
l’astrofisico, scrittore e poeta francese Jean Pierre
Luminet, esperto di fama mondiale di cosmologia e
buchi neri.
Ma poi, per scoprire se il
tempo c’è davvero o è solo una illusoria convenzione che
si può manipolare, è stato interpellato il più convinto
teorico della fine del tempo, Julian Barbour,
domenica 22 gennaio alle 21 che ha dialogato con il
filosofo, matematico ed epistemologo Giulio Giorello
durante l’incontro Esiste il Tempo?
Ned Markosian,
professore alla Western Washington University, ha fatto
intravedere spiragli impensabili in È possibile
viaggiare nel Tempo?, venerdì 20 gennaio alle
16, così come John Richard Gott III, che
domenica 22 gennaio alle 12 ha parlato di Il
viaggio nel Tempo nell’universo di Einstein e della
sua teoria di macchina del tempo.
E’ stato l’antropologo
statunitense Ian Tattersall, sabato 21 gennaio
alle 16 a raccontare Il Tempo profondo dell’Evoluzione.
Tempo e Stress è stato invece l’argomento della
lectio magistralis di Ronald D. Siegel, psichiatra
americano docente alla Harvard Medical School ed esperto
di mindfulness meditation, domenica 22 gennaio alle 16.
Mentre domenica 22 alle 18 a discutere di
Geografia del Tempo: la concezione del tempo tra le
culture e tra gli individui sono stati Robert V.
Levine e l’antropologo Marco Aime.
Il professore di filosofia
Peter Ludlow e Yael Sharvit, professore di
Linguistica all’Ucla University, venerdì 20 gennaio
alle 18 hanno discusso di Il tempo nel linguaggio e
il linguaggio del Tempo, mentre sabato alle 18
si è entrati nei recessi della psiche, con Il Tempo
nella mente e il Tempo nel cervello con Lera
Boroditsky, studiosa di linguistica cognitiva. Fino ad
affermare: Il Tempo non esiste, domenica 22
gennaio alle 17 al Teatro Studio con il fisico
Carlo Rovelli.
Per quanto riguarda
spettacoli, mostre, performance, video e exhibit, il tempo
si è fatto spettacolo, all’Auditorium, dove ci si è
chiesto Che ore sono attraverso le parole di
Stefano Benni la sera dell’inaugurazione (giovedì
19 alle 21, Che ore sono), accompagnato al pianoforte
da Umberto Petrin. Da segnalare il video-concerto
Three Tales (video di Beryl Korot; musiche
di Steve Reich) interpretato dal PMCE Parco
della Musica Contemporanea Ensemble con la direzione
di Tonino Battista, venerdì 20 gennaio alle 21,
oltra alla no stop Vexations 24 ore di musica perpetua
di Erik Satie dalle 18 di sabato 21 fino alle 18 di
domenica 22 gennaio nello Spazio Risonanze.
Per tutta la durata del
Festival, poi, nella Sala Ospiti è stato possibile vedere
il video continuo Hatsu-Yume (First Dream), (1981,
per Daien Tanaka) di Bill Viola, mentre nel
Guardaroba della Sala Sinopoli il video Bikini di
Steve Korot & Steve Reich. Nel Foyer della Sala
Petrassi il pubblico ha visto le installazioni I am
sitting in a Room di Alvin Lucier e Cerimoniale
musicale per 100 metronomi, il Poéme Symphonique di György
Ligeti (in collaborazione con CIAMPI). Non sono
mancati gli exhibit: nel Foyer della Sala Sinopoli
L’uomo e il tempo. Una gara eterna: lo startometro a
cura di ScienzAttiva e Cronografie: alla ricerca di
una definizione di Tempo a cura di dmostra. Presso
AuditoriumArte, fino al 29 gennaio, ci sarà la
videoinstallazione Serie Panorama di ZimmerFrei e
l’installazione La Macchina che Produce il Tempo di
Valentina Vetturi.
Ufficio Stampa
Musica per Roma